Lo scandalo tumori a Siracusa finisce in Parlamento I SOLDI DELLE BONIFICHE SONO SPARITI

Il coraggioso parlamentare Andrea Vecchio ha rotto il muro di silenzio che avvolge lo scandalo bonifiche ad Augusta, sollevato con l’inchiesta Morire di Sviluppo, vincitrice del Premio Ilaria Alpi, sezione Coop Ambiente.

Nel video sul question time parla Andrea Vecchio a partire dal minuto 2:00http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a77b6b1e-1cfd-44fa-aacc-09e1b5d49bed.html?iframe

ANDREA VECCHIO. Grazie, Presidente. Signor Ministro, nei comuni di Augusta, Priolo e Melilli in provincia di Siracusa si trova il più grande complesso petrolchimico d’Europa. Questo territorio è stato classificato come sito di interesse nazionale a causa dell’emergenza causata dall’inquinamento delle falde acquifere e della contaminazione delle coste. In queste località, infatti, l’incidenza dei tumori è altissima.
Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare pro tempore aveva stipulato un contratto con le industrie responsabili dell’inquinamento che prevedeva il cofinanziamento di 770 milioni di euro da destinare alle bonifiche. Parte di questi fondi era di provenienza pubblica.
Il 22 aprile 2014, in occasione della Giornata della Terra, è andata in onda su La7 un’inchiesta curata dal giornalista Antonio Condorelli, da cui si evinceva che la bonifica di Siracusa non è ancora iniziata.

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA VECCHIO. L’inchiesta mostrava, inoltre, come nella penisola di Magnisi, il più importante sito protostorico e archeologico della Sicilia orientale, siano ancora presenti discariche a cielo aperto di pirite. Presidente, concludo perché l’interrogazione il Ministro l’ha già…

PRESIDENTE. Concluda perché ha un minuto.

ANDREA VECCHIO. … e saprà cosa c’è scritto.

PRESIDENTE. La ringrazio. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, ha facoltà di rispondere.

GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Grazie, signor Presidente. Ringrazio anche l’onorevole Vecchio per l’interrogazione, perché il SIN, sito di interesse nazionale, di Priolo, Augusta, Melilli è uno dei più problematici in Italia. Su di esso si sono stratificati sessant’anni di industria chimica e della raffinazione: da Moratti alla Liquichimica negli anni Cinquanta, alla Montedison, alla Esso, alla ERG fino all’odierna Lukoil. Almeno per la metà di questi sei decenni, l’attività delle varie industrie che si sono succedute nell’area si è svolta senza che all’epoca esistessero cogenti normative ambientali, con fenomeni gravi di inquinamento che sono purtroppo simili a tutti gli altri siti industriali storici del nostro Paese.
Gli aspetti della complessa problematica della zona industriale siracusana sono molteplici e riguardano sia aspetti dell’inquinamento del terreno e delle acque che problematiche connesse alla salute della popolazione, e sono ben chiare al Governo.
Venendo ai temi affrontati nell’interrogazione, ricordo che dei 774 milioni di euro previsti come fabbisogno finanziario nell’accordo di programma del 2008 solo una parte, 106,8 milioni di euro, era coperta con risorse immediatamente disponibili. La rimanente quota di 667,7 milioni era previsto venisse coperta con risorse programmatiche, quindi di successiva individuazione e reperimento.
Tra le risorse immediatamente a disposizione, una parte, circa la metà, era riconducibile al Ministero dell’ambiente, mentre l’altra metà era a carico della regione siciliana. I fondi del Ministero dell’ambiente, circa 50 milioni di euro, sono stati a suo tempo trasferiti al commissario delegato per l’emergenza bonifiche in Sicilia e quindi oggi sono nella disponibilità della regione. Tre milioni e 700 mila euro sono stati impegnati per interventi già effettuati, mentre la parte restante è ancora disponibile.
Inoltre, il Ministero ha successivamente destinato altre somme, circa 10 milioni, al SIN di Priolo. La regione ha dimezzato il finanziamento originario di 50 milioni portandolo a 25. Le risorse attualmente disponibili da utilizzare per la formalizzazione del nuovo accordo di programma quadro rafforzato, che si rende necessario data la differente disponibilità economica rispetto al passato, ammontano a complessivi 82 milioni di euro. Tale importo è stato quindi inserito nella bozza di accordo, rispetto al quale il Ministero dell’ambiente ha fornito le proprie proposte di integrazione sin dal 9 settembre 2014. Ad oggi, tuttavia, la regione siciliana non ha ancora implementato il testo dell’accordo con le proposte di integrazione avanzate dal Ministero dell’ambiente e dal Ministero dello sviluppo economico.
Per quanto riguarda, infine, la presenza di ceneri di pirite segnalata nell’interrogazione, in particolare nell’area della penisola di Magnisi nel febbraio 2014, informo l’interrogante che l’attività di bonifica dell’area ha avuto già inizio il 24 giugno 2014.

PRESIDENTE. L’onorevole Vecchio ha facoltà di replicare per due minuti.

ANDREA VECCHIO. Signor Ministro io sono insoddisfatto della risposta, perché ? Lo dico in maniera brutale: la latitanza della regione siciliana non può essere concepita, non può essere permessa e, quindi, il Governo che ha gli strumenti e i poteri per mettere in mora la regione siciliana deve agire. Queste sono problematiche di carattere di salute per un’intera popolazione e noi non possiamo trascurarle nella maniera più assoluta. Dobbiamo farcene carico come Governo nazionale, spingendo anche la regione siciliana a intervenire perché la regione siciliana in questo momento è…

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