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OPERAZIONE APATE LA PROCURA VINCE AL RIESAME

Il tribunale del riesame ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dei fratelli Rosario e Filippo Riela (nella foto), arrestati con la maxi-operazione “Apate”. Confermato anche il maxi-sequestro

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416 BIS

Catania

Associazione mafiosa
Per Lombardo inchiesta-bis

di Antonio Condorelli
11 apr Una nuova tegola per Raffaele Lombardo: sul capo del presidente della Regione pende anche un’altra indagine della procura di Catania. E l’accusa, in questo caso, è più diretta: “Associazione mafiosa”.

CATANIA SENZA VELI: clientelismo, iblis boicottato, persecuzione di Gennaro, il sistema nelle inchieste giornalistiche

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di Mirko Tomasino Caparbietà, tenacia e voglia di mettere le cose in chiaro. Antonio Condorelli, giovane giornalista siciliano, responsabile per Catania del mensile “S” che si occupa di inchieste sul nostro territorio, mette in chiaro diversi aspetti, poco noti ai cittadini e molto di più a chi è presente nella stanza dei bottoni, al fine di delineare un concetto spesso ignorato da chi fa informazione: la vera “resistenza” è quella di offrire ai cittadini un servizio consono alle loro attese che li informi davvero su molti aspetti che non riescono a conoscere. Muos di Niscemi, la morte del giudice Scidà, presunte collusioni tra mafia e pezzi dell’autonomismo siciliano e tanto altro ancora nell’intervista che il cronista catanese ha deciso di rilasciare a 2duerighe.

A SCUOLA DI DISINFORMAZIONE (by Ansa)

ANSA COLPISCE ANCORA. Nella nostra terra il fatto non raccontato non esiste. In Sicilia il sistema dominante è trasversale dalla destra alla sinistra, indifferente alla mafia e ramificato sin dentro le istituzioni. Con la complicità della stampa di regime.
Ieri sera ho toccato con mano l’ennesimo episodio di disinformazione. C’è stata una pronuncia del Csm sulla spaccatura della procura di Catania e l’Ansa ha ritagliato la notizia eliminando l’ammonimento sull’obbligo del pm di passare dal giudice. Cosa gradita ai poteri forti. Ecco quindi una lezione documentale sulla disinformazione nostrana.
1)LEGGETE LA VERSIONE ANSA, CIOE’ RITAGLIATA PRO-LOMBARDO e PRO-POTERI FORTI, DELLA DELIBERA DEL CSM SULLA PROCURA DI CATANIA

MAFIA: IBLIS; CSM, NON LUOGO A PROCEDERE SU RICHIESTA PM

(ANSA) – ROMA, 21 SET – Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato con 17 voti a favore, un voto contrario e uno astenuto, la delibera che dispone il ‘non luogo a procedere sulle osservazioni sollevate da quattro sostituti’ nei confronti del procuratore reggente della Repubblica di Catania sulla gestione dell’inchiesta Iblis.
Il Csm ha trattato il contenzioso sulla revoca della delega dal vertice dell’ufficio di parte dell’inchiesta Iblis, decidendo di stralciare la posizione del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, di suo fratello, il deputato nazionale del Mpa, Angelo, e di un terzo indagato, per i quali i 4 pm volevano invece il visto per presentare al Gip una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i fratelli Lombardo la Procura ha successivamente disposto la citazione a giudizio per reato elettorale.
L’intervento del Csm era stato sollecitato dai quattro sostituti sul ruolo avuto dal procuratore reggente di Catania e dell’aggiunto che coordina l’area contro la cosca Santapaola.
‘Nel caso in esame – si legge nella delibera del Csm – non risultano allo stato violazioni di norme ordinamentali ne’ da parte del procuratore della Repubblica ne’ da parte dei suoi sostituti. Il Consiglio si riserva comunque di adottare una delibera di carattere generale che disciplini l’organizzazione dell’ufficio del pm nella prospettiva ordinamentale’.(ANSA).
2) ADESSO LEGGETE QUESTO ARTICOLO CHE SPIEGA INTEGRALMENTE IL CONTENUTO DELLA DELIBERA DEL CSM
Il Csm sul caso Lombardo

“Il concorso esterno
doveva passare dal giudice”

di Antonio Condorelli
22 set

La revoca è legittima, la modifica del capo d’imputazione pure, ma l’ultima parola sul concorso esterno sarebbe spettata a un giudice terzo. Che avrebbe dovuto quanto meno esprimersi sull’archiviazione. Il Consiglio superiore della magistratura non contesta “violazioni di norme ordinamentali” al procuratore facente funzioni Michelangelo Patané, ma riserva aspre critiche all’operato del reggente della Procura nell’inchiesta che riguarda il presidente della Regione Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo. Lo fa a larghissima maggioranza (17 sì, un no e un’astensione) nella pronuncia sul ricorso dei pm Iole Boscarino, Antonino Fanara, Giuseppe Gennaro e Agata Santonocito contro l’avocazione dell’inchiesta: il ricorso viene respinto con un “non luogo a procedere” perché “nel caso in esame non risultano allo stato violazioni di norme ordinamentali né da parte del procuratore della Repubblica né da parte dei suoi sostituti”.

Secondo il Csm, insomma, il procuratore reggente di Catania Michelangelo Patanè aveva il potere di revocare l’assegnazione dell’indagine ai pm titolari, che stavano indagando per concorso esterno in associazione mafiosa, e aveva anche la competenza per modificare la qualificazione dei fatti da concorso esterno in voto di scambio semplice. Ma l’accusa precedente non doveva scomparire da un giorno all’altro.

“L’esercizio dell’azione penale per un reato diverso da quello originariamente ipotizzato – ammonisce il Csm – non esime dall’obbligo di richiedere l’archiviazione anche per i fatti che non risultino inclusi nella nuova qualificazione giuridica privilegiata dal procuratore della Repubblica”. Insomma, doveva essere un giudice a pronunciarsi sul concorso esterno, perché “la modificazione della qualificazione giuridica non può certo comportare un’elusione dell’obbligo di sottoporre al vaglio del giudice, mediante richiesta di archiviazione, la determinazione di non esercitare l’azione penale per tutti i fatti originariamente ipotizzati”.

Infine, il Csm approfitta dell’occasione per darsi un appuntamento per regolamentare questo ambito. “Il Consiglio – si legge nel parere – si riserva comunque di adottare una delibera di carattere generale che disciplini l’organizzazione dell’ufficio del pm nella prospettiva ordinamentale”. Se ne parlerà probabilmente nei prossimi giorni, poco prima o poco dopo la decisione del Consiglio superiore della magistratura sulla nomina del nuovo procuratore di Catania, che diventerà automaticamente anche il titolare dell’accusa nel processo al via dal 14 dicembre. Quando, per la prima volta in questa inchiesta, Raffaele Lombardo incontrerà un magistrato giudicante.

gara centralizzata scatta l’inchiesta

 

 

 

 

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Con l’intenzione di vederci chiaro sui rapporti tra giustizia e informazione a Catania, mi sono avventurato in questa foto, scattata durante la laurea honoris causa di Caltagirone Bellavista, che ritrae il procuratore generale Giovanni Tinebra insieme all’editore Mario Ciancio.  GUARDA IL VIDEO PUBBLICATO SU L’ESPRESSO