RAFFAELE LOMBARDO E LE INDAGINI PER CONCORSO CON COSA NOSTRA

L’unico problema dell’indagine su concorso esterno per il presidente della Regione Raffaele Lombardo è il fatto che qualcuno facendo il proprio dovere ne abbia dato semplicemente notizia. 
Nessuno evidenzia che le notizie sono state confermate dal procuratore Capo di Catania Vincenzo d’Agata e che adesso la magistratura speriamo serenamente proseguirà con le proprie indagini.
 
E’ proprio una consuetudine di ferro per il movimento per l’Autonomia quella di querelare i giornalisti che fanno il proprio dovere, a presentarle è quasi sempre l’avvocato  Carmelo Galati, contemporaneamente militante e sindaco di Battiati del movimento per l’Autonomia, cosa che è avvenuta anche nei confronti del sottoscritto per aver parlato a due anni di distanza dall’invio di avvisi di garanzia per associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento di rifiuti illeciti e falso (riguardante amministratori dell’MPA) del pericolo derivante dall’abbandono delle discariche sequestrate anche nei pressi di istituti scolastici, nelle quali sono accatastati rifiuti pericolosi anche inceneriti. 
Nel pezzo di cui parlo non ho fatto nomi, solo parlato genericamente di "amministratori indagati" che oltre al sindaco in questione sono circa 20.
 
Quelli dell’MPA sparano querele, esposti e comunicati stampa alla cieca anche quando semplicemente è stata fatta una richiesta telefonica d’intervista, vedi il caso Tafuri (clicca qui) che ha chiesto pure il sequestro della puntata di Report senza che l’intervista fosse mai avvenuta.
Altro che libertà d’informazione.
Piena solidarietà ai colleghi di Repubblica
 
 
Cronaca | 30/03/2010 | ore 20.09 »

Mafia: Ordine giornalisti Sicilia, pesanti attacchi a cronisti per caso Lombardo

Palermo, 30 mar. – (Adnkronos) – L’Ordine dei giornalisti di Sicilia rileva "con preoccupazione le numerose, e talvolta pesanti, prese di posizione assunte da esponenti politici e istituzionali, ma anche da alcuni organi di informazione, contro i colleghi", che hanno anticipato la notizia dell’indagine di Catania riguardante il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.

Fermo restando "il diritto di ciascuno di esprimere liberamente le proprie opinioni", l’Ordine rileva che "non si possono gratuitamente attaccare i cronisti per il semplice fatto di avere fatto il proprio lavoro ne’ adombrare che si siano fatti strumento di chissa’ quale complotto per avere dato una notizia di cosi’ grande rilevanza". L’Ordine e’ "al fianco di tutti i giornalisti che ogni giorno fanno bene il proprio lavoro e pubblicano notizie che possono magari risultare scomode ma si tratta pur sempre di notizie".

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