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APPALTI IN CASA FINOCCHIARO -INCHIESTA DI PANORAMA

Anna Finocchiaro con il marito Melchiorre Fidelbo (Augusto Casasoli A3/Contrasto)Anna Finocchiaro con il marito Melchiorre Fidelbo (Augusto Casasoli A3/Contrasto)

Sacrosantamente impegnati ad analizzare velinismo, frondismo e montezemolismo, i giornali italiani hanno tralasciato questa notizia: la Procura di Catania ha indagato per abuso d’ufficio Melchiorre Fidelbo, marito di Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd. Ginecologo fattosi imprenditore di software medici, l’uomo sarebbe stato «istigatore o determinatore» di un contratto da quasi 1,7 milioni assegnato dall’Asp di Catania alla Solsamb: società di cui Fidelbo detiene il 19 per cento. Sarebbe servito un appalto. Invece il ginecologo avrebbe fatto da sé: «Predisponendo l’atto di convenzione», scrivono i magistrati, con Giuseppe Calaciura, pure lui indagato, ex direttore generale dell’azienda sanitaria. E uomo di fiducia del governatore siciliano Raffaele Lombardo, alleato del Pd.
Traduciamo dal giudiziariese: il consorte della più intransigente, spietata e potente donna della sinistra italiana avrebbe illecitamente brigato per ottenere una commessa pubblica. Nessuno ha ritenuto la cosa degna d’interesse giornalistico. Un auspicabile garantismo: mai però applicato a politici di diversa fazione, anche quando coinvolti in bagatelle comuni. E purtroppo l’indagine su Fidelbo una quisquilia non è. Se non altro perché si tratta di danari pubblici, e pure tanti.
Quasi 1,7 milioni di euro, che l’asp doveva pagare alla Solsamb per informatizzare il Presidio territoriale di assistenza di Giarre. Il 30 luglio 2010 Calaciura sigla la convenzione con la società. A settembre il Pd sigla il «pactum sceleris» con Lombardo, per sostenere la sua giunta. A novembre viene inaugurato l’«ospedalino». Accorrono l’assessore alla Sanità siciliano, il magistrato Massimo Russo, e l’ex ministro della Sanità nel governo Prodi, Livia Turco. Presenti, ovviamente, anche Calaciura e Fidelbo. A fianco del ginecologo e sviluppatore di software, sorride in trench violetto la solitamente implacabile moglie. Le tv locali riprendono un focolaio di contestazione: «Anna Finocchiaro, vergogna!» grida un ragazzotto alzando un cartellone. Lei si avvicina arcigna: «Vergogna di che?».
Le immagini fanno scoppiare il bubbone. Antonio Condorelli, ex direttore del periodico catanese Sudpress, pubblica il video. Finocchiaro minaccia querele. Russo manda gli ispettori della regione, che concludono: l’affare avrebbe violato il codice degli appalti. L’incarico è revocato….CONTINUA A LEGGERE SU PANORAMA