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LIBERAZIONE

replica agli editori e agli amici “anonimi” di SUD

A Catania più che le pallottole, la maldicenze ammazzano le persone.
Nel mio percorso professionale non ho mai colloquiato con un politico di destra o di sinistra se non durante un’intervista rigorosamente registrata. Mai un solo incarico come addetto stampa o una consulenza che peraltro mai ho richiesto non essendo interessato.
L’unico mio scopo è quello di un’informazione autentica. Cosa che ho ritenuto possibile fare con Sud sino a quando qualcuno ha strumentalizzato il logo del giornale da me diretto per iniziative a carattere personale, di cui peraltro preventivamente non sono stato informato.
Già in precedenza, al momento delle mie prime dimissioni, lo stesso individuo aveva tentato un’operazione simile con l’avallo di una parte degli editori.
Le carte e le informazioni che ho pubblicato provengono esclusivamente da istanze dei cittadini disperati per le condizioni in cui si vive ogni giorno e sono frutto di approfondimenti rigorosi che eseguo con passione.
L’appalto del marito di Anna Finocchiaro è stato svelato da un manifestante di Giarre venuto in redazione, registrato e mandato in onda nel video a sua insaputa; l’inchiesta sui capannoni futuristi di Fabio Granata è scaturita da un commento sul sito, poi approfondita da un valido collaboratore. I concorsi truccati al Comune di Catania sono stati scoperti grazie a un dipendente che si è ribellato: adesso la Procura sta chiudendo l’inchiesta.
Idem per i fatti di Pasquasia; idem per il camionista alleato di Lombardo e amico del capo di Cosa Nostra, dopo la sua intervista in redazione ho scoperto e pubblicato foto e documenti. La villa abusiva di Lombardo è stata scoperta grazie a lettera anonima pubblicata su Sud insieme all’inchiesta e al video realizzato percorrendo 400Km in poche ore, prima del sequestro. La stessa lettera era stata recapitata anche a Repubblica.
L’unico convegno “organizzato da partiti” al quale ho partecipato è quello di Idv e Sel a Ragusa in cui sono stato relatore insieme a Gioacchino Genchi e un collega di Rai Tre.
Avete cambiato la serratura della redazione, bloccato il mio IP e depennato il mio account per aver fatto il mio dovere di giornalista lontano da strumentalizzazioni, “amici” e “compari”.

Mi riservo ogni tutela legale per la mia dignità professionale.

Antonio Condorelli

ecco il convegno organizzato da “partiti politici” al quale ho partecipato

L’INFORMAZIONE D’INCHIESTA NON PUO’ ESSERE STRUMENTO

La sfida che ogni giorno mi ripropongo è quella di un’informazione pura che porti in primo piano i fatti documentandoli in modo asettico.

Gli editori di Sud hanno investito nel settore asfittico dell’informazione e ho avuto, sino a qualche giorno addietro, la possibilità di lavorare liberamente sulla base della linea politico-editoriale concordata.

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