CASO SIRACUSA ACCUSA E DIFESA E A CONFRONTO

Azione disciplinare del ministro della Giustizia Paola Severino nei confronti del procuratore capo di Siracusa Ugo Rossi e dei sostituti Maurizio Musco e Roberto Campisi.

CASO SIRACUSA ECCO L’INCHIESTA PUBBLICATA 6 MESI FA SU “S”

Così sei mesi fa
“S” aveva sollevato il caso

Giovedì 02 Agosto 2012 20:04 di

La battaglia per la testa del procuratore capo di Siracusa Ugo Rossi si combatte da tre anni a suon di dossier anonimi, pedinamenti, articoli, querele e controquerele. Una ragnatela tanto fitta che è difficile tenere il conto delle decine di inchieste e fascicoli aperti da Siracusa a Roma grazie al fuoco incrociato dell’attività di magistrati e poliziotti, esponenti delle istituzioni e imprenditori, politici e parenti anche lontani degli uni e degli altri.
Il risultato è che ad oggi sono stati intercettati tutti, dai massimi vertici della magistratura e dell’avvocatura siracusana, agli onorevoloni ed esponenti locali della destra e della sinistra. E così Ugo Rossi, che tenta di mantenere la barra dritta per lavorare come sempre ha fatto, al di sopra di ogni sospetto, oltre a guardarsi dai propri colleghi della corrente Unicost che pendono dalle labbra del Tar per la quantificazione della sua anzianità di servizio e le conseguenti promozioni a Catania, si è visto scandagliare ogni istante della propria vita privata. Per una guerra che ha messo nel mirino anche i suoi parenti.
E la vicenda, dopo i dossier e le denunce anonime e i relativi passaggi su blog e giornali locali, è finita al centro di un’interrogazione parlamentare. A essere chiamati in causa sono tre magistrati – oltre a Rossi, Giuseppe Toscano, procuratore aggiunto prima in sella a Siracusa e adesso a Catania, e Maurizio Musco, pm di Siracusa – e l’avvocato Piero Amara, potente legale difensore dell’Eni. L’interrogazione, presentata a dicembre da Francesco Ferrante (Pd), chiama in causa l’avvocato e i congiunti dei tre magistrati, elencando società e presunti conflitti d’interesse. Accuse respinte però al mittente da Amara, l’unico fra gli interessati ad aver accettato di parlare con “S”.
Non basta: negli ultimi giorni sotto attacco è finito anche Salvatore Torrisi, figlio della terza moglie del procuratore, divorziata da un importante assessore tecnico della giunta catanese di Raffaele Stancanelli, Claudio Torrisi. CONTINUA clicca qui per leggere