“Chi ha coperto paghi” intervista al sindaco di Acireale

 

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Gli abusi, il sacerdote, la vittima
Garozzo: “Chi ha coperto paghi”

lunedì 26 marzo 2012
07:48
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Massima solidarietà a Teodoro Pulvirenti, un appello a monsignor Carlo Chiarenza, sospettato di abusi sessuali a danno di minori, e la reazione della comunità di Acireale. Il sindaco Nino Garozzo ripercorre con Livesicilia la vicenda svelata da S, che sta sconvolgendo la vita della principale cittadina dellla provincia di Catania. “Chi ha coperto deve pagare”, dice Garozzo mentre il nuovo numero del mensile “S” è stato appena diffuso.

I COMPLICI (del prete pedofilo)

Giornalisti aggrediti, commenti anonimi e insulti contro Teodoro Pulvirenti, uno degli abusati, attenzione, non “presunto abusato” ma abusato. Purtroppo.

Abusato perché Sua Eccellenza lo ha confessato ed è stato registrato e se per la giustizia non ha rilevanza penale, i fatti sono questi.

Chi copre il prete pedofilo?

Chi sconosce questa calligrafia? Chi finge di sconoscerla?

Chi sapeva? Chi fingeva e finge di non sapere?

ACIREALE, abusi di Sua Eccellenza LA PUNTA DI UN ICEBERG

Con il suo coraggio, Teodoro Pulvirenti ha fatto affermare la verità che in molti ad Acireale già conoscevano e coprivano.

Sino a questo momento, della registrazione effettuata da Teodoro, da oltre un mese acquisita dalla Polizia Postale integralmente, sono state pubblicate soltanto piccole parti, restano (al momento inediti) moltissimi passaggi atroci…ma soprattutto le esternazioni del noto porporato sulla Chiesa, sulla parrocchia S.Paolo, sul Crocifisso e sul Papa…

Chi ha coperto e chi copre oggi il potente porporato?

continuate a inviare testimonianze, segnalazioni e registrazioni a:

antcondorelli@gmail.com

presidenza@caramellabuona.org

claudioreale@s-magazine.info

Acireale – Vescovado – 24/03/2012

DICHIARAZIONE DEL VESCOVO MONS. ANTONINO RASPANTI

Un profondo dolore ha stretto ancor di più i cuori di tutti per quanto il dottor Teodoro Pulvirenti ci ha comunicato con sofferenza. A lui e alla famiglia, dopo averlo fatto verbalmente, esprimo ancora la mia vicinanza e assicuro la mia preghiera insieme a quella della Diocesi.
La ragione umana condanna decisamente i fatti narrati e chiede luce e giustizia. Agli organi giudiziari del nostro Paese spetta di compiere il loro percorso, e verso il loro operato esprimo di nuovo piena fiducia.
Sulle autorità ecclesiastiche incombe, entro il proprio ordinamento giuridico, il dovere di accertare la verità e di ristabilire la giustizia nell’applicazione delle leggi canoniche. Per quel che mi compete, quale vescovo della Diocesi acese, riaffermo la volontà di operare tutto il necessario nella piena osservanza delle leggi della Chiesa, mantenendo l’imparzialità, corredata da riserbo e determinazione, richiesti nel mio ruolo per rispetto sia del bene delle persone interessate sia di tutti i fedeli.
Nell’approssimarsi dei giorni più intensi della fede cristiana, invito i fedeli, come voglio fare anch’io, al raccoglimento e alla preghiera per tutti coloro che sono toccati da questa immane sofferenza.

+ Antonino Raspanti