Lombardo e la mafia CI SARA’ UN GIUDICE A CATANIA!

Esclusiva. Chiesta l’archiviazione

Lombardo e la mafia
La parola al giudice

di Antonio Condorelli
29 nov La richiesta di archiviazione, alla fine, è arrivata. Il faldone che aveva portato a un’accusa di concorso esterno per Raffaele Lombardo approderà davanti al gip del tribunale di Catania: a richiedere l’archiviazione al gip sono stati il procuratore aggiunto Michelangelo Patané e il coordinatore della Dda etnea Carmelo Zuccaro, che hanno siglato la richiesta appena […] CONTINUA SU LIVESICILIA.IT

CATANIA SENZA VELI: clientelismo, iblis boicottato, persecuzione di Gennaro, il sistema nelle inchieste giornalistiche

CLICCA QUI:

https://antoniocondorelli.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=690&action=edit&message=10

 

di Mirko Tomasino Caparbietà, tenacia e voglia di mettere le cose in chiaro. Antonio Condorelli, giovane giornalista siciliano, responsabile per Catania del mensile “S” che si occupa di inchieste sul nostro territorio, mette in chiaro diversi aspetti, poco noti ai cittadini e molto di più a chi è presente nella stanza dei bottoni, al fine di delineare un concetto spesso ignorato da chi fa informazione: la vera “resistenza” è quella di offrire ai cittadini un servizio consono alle loro attese che li informi davvero su molti aspetti che non riescono a conoscere. Muos di Niscemi, la morte del giudice Scidà, presunte collusioni tra mafia e pezzi dell’autonomismo siciliano e tanto altro ancora nell’intervista che il cronista catanese ha deciso di rilasciare a 2duerighe.

tentato Linciaggio di RUSSO

 

Russo contestato dalla folla 

Lombardo: “Vada avanti”

di ANTONIO CONDORELLI 

28 NOV Massimo Russo è stato fortemente contestato a Mistretta (IL VIDEO IN ESCLUSIVA DELLA CONTESTAZIONE) dopo aver confermato la chiusura del locale punto nascite. A separarlo dalla folla inferocita è stato un cordone di carabinieri, componenti della scorta assessoriale ed ufficiali della guardia di finanza. Le telecamere di Livesicilia hanno ripreso tutto. Una contestazione durata sei […]

a Catania LA MAFIA NON ESISTE!

HAI MAI DETERMINATO IL CLAN SANTAPAOLA SENZA FAVORIRE LA MAFIA?

a Catania si può

LEGGERE PER CREDERE (su “S” in tutte le edicole)

LINK CATANIAOGGI
Esclusiva il processo Lombardo ai raggi x

Da domani in tutte le edicole e adesso è possibile acquistare il pdf cliccando sul banner che in esclusiva lancia Cataniaoggi. Il mensile d’inchiesta “S” edito dalla novantacento di Palermo, questo mese è esplosivo. Tutte le carte su Francesco Agnello, le intercettazioni di Vizzini e Romano, e un’analisi ai raggi x del processo a carico di Raffaele Lombardo. Il giornalista Antonio Condorelli ha infatti confrontato il decreto di citazione a giudizio dei fratelli Lombardo per voto di scambio semplice con l’originario avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa.

“La Procura -spiega Condorelli a Cataniaoggi- nel momento della massima spaccatura interna, dopo che era stato letteralmente tolto dalle mani ai quattro pm il fascicolo originario per concorso in associazione mafiosa, ha di fatto archiviato, senza passare da un Gip, i quattro episodi elettorali contestati originariamente. Nel primo avviso di garanzia si parlava di elezioni europee del 1999, elezioni amministrative provinciali del 2003, elezioni europee del 2004, elezioni comunali e regionali del 2008″.

Adesso, senza passare da un giudice terzo, la procura contesta soltanto l’appuntamento delle politiche del 2008, attenzione, del 14 aprile 2008”. “Ho notato -continua Condorelli- che il 14 aprile del 2008 si andava a votare anche per le regionali, non soltanto le politiche. Quindi il boss mafioso Vincenzo Aiello e i suoi affiliati, avrebbero lasciato libertà di coscienza per le regionali, ma sostenuto l’Mpa soltanto per le politiche. Attenzione, per evitare di ledere l’onorabilità dei boss di Cosa Nostra, devo precisare che la Procura non ha ritenuto opportuno indagarli per il reato contestato ai fratelli Lombardo, i quali, secondo il decreto emesso a giugno 2011, avrebbero determinato “esponenti delle associazioni di tipo mafioso Cosa Nostra e clan Cappello…a promettere e a somministrare denaro ed altre utilità a più elettori per ottenerne il voto in favore di Lombardo Angelo, candidato alle elezioni politiche del 2008 al Senato ed alla Camera dei deputati”. Ma attenzione, non viene contestata l’aggravante di aver favorito la mafia, preciso anche questo, quindi il gotha della mafia etnea come avrebbe indotto gli affiliati a sostenere l’Mpa?”.

“Deve essere stata una questione di carisma -rileva scherzando Condorelli- capacità di persuasione, al momento, dalle ipotesi ereditate dalla vecchia gestione della Procura etnea, non risulta che il massimo livello della mafia ha utilizzato il metodo mafioso per procacciare voti autonomisti. Dobbiamo pensare ad Aiello come a un Martin Luther King delle falde dell’Etna, a Rosario Di Dio come Mahatma Gandhi; Giovanni Barbagallo, compagno di caccia di Nitto Santapaola, come John Fitgerald Kennedy; Sebastiano Fichera, boss del clan Sciuto Tigna, tre mesi prima di essere ammazzato con tre colpi di calibro 7,65, mentre era sorvegliato speciale, nell’aprile del 2008 sarebbe stato determinato al sostegno per le politiche dell’Mpa, come fosse un Nicolas Sarcozy di Nesima, il quartiere della mafia militare catanese”.

Condorelli ha messo in fila tutte le carte, le intercettazioni e le ipotesi contestate dalla magistratura catanese nel nuovo numero del mensile “S”. Conclude il giornalista investigativo: “in ogni caso l’ultima parola spetta alla magistratura, noi possiamo attenerci al nostro dovere di cronaca, fino a prova contraria i fratelli Lombardo sono innocenti. Spetterà al nuovo Capo Giovanni Salvi segnare il confine tra mafia e politica, i cittadini in ogni caso, se non spengono il cervello, posso farsi ciascuno la propria idea”.
Domani i particolari delle nuove inchieste sulla mafia catanese, pare che ci siano numerose sorprese nel nuovo numero del mensile “S”.

Alfio Musarra

si SALVI chi può’!

La nomina. Battuto Gennaro

Salvi procuratore di Catania

di Antonio Condorelli
2 nov Dopo otto mesi di vacatio, Catania ha un nuovo procuratore capo, Giovanni Salvi, 59 anni, da 20 sostituto procuratore a Roma dove ha condotto le indagini sulla strage di Ustica, sugli omicidi Pecorelli, Calvi e D’Antona, ma anche inchieste sui Nar e sulle Br. Un lungo pomeriggio dopo numerosi rinvii e due votazioni che al ballottaggio […] LEGGI SU LIVESICILIA

LIVESICILIA SOTTO ATTACCO

Russo, esposto all’Ordine:
“Indagate su quei cronisti”

Russo, esposto all’Ordine:   “Indagate su quei cronisti”
giovedì 3 novembre 2011
07:24
testo Aumenta testo Riduci testo

L’assessore regionale alla Salute Massimo Russo torna ad indossare i panni del pm e chiede all’Ordine regionale dei giornalisti di indagare. Obiettivo dell’esponente lombardiano è il nostro gruppo editoriale. A Russo non è piaciuto affatto il dossier pubblicato sull’ultimo numero del mensile “S”. Una radiografia della riforma firmata dall’assessore tra aumento della spesa, convenzioni milionarie con i privati e un esercito di consulenti. Sessanta pagine nate all’indomani della mozione di censura approvata dall’Ars, un’inchiesta dei nostri cronisti sulla quale Russo non ha chiesto né smentite né rettifiche. Vuole invece – così scrive al presidente dell’Ordine Vittorio Corradino – che si verifichi “se sono ravvisabili gli estremi di violazione dei più elementari comportamenti deontologici della professione giornalistica”.

Cosa avremmo violato secondo l’assessore-pm? “Appare evidente – scrive Russo nella sua requisitoria – l’intenzione di gettare discredito, in maniera faziosa, sull’azione riformatrice dell’assessorato regionale della Salute… Sorprende che non sia stata avvertita la necessità di ascoltare la “controparte” e specificatamente l’Assessore alla Salute mentre invece la mia fotografia occupa gran parte della copertina… Sorprende che vengano citati ampi stralci della relazione del procuratore generale della Corte dei Conti senza tuttavia fare opportuno riferimento alla relazione di parifica delle Sezioni riunite che delinea una ben diversa fotografia della realtà sanitaria siciliana”.

Ora, tralasciando il fatto che l’assessore Russo ha avuto sempre ampio spazio sulle nostre testate e che, anche davanti alle nostre telecamere, ha più volte evitato di dare risposte (sia ad Antonio Condorelli che gli chiedeva conto e ragione della gara sulle attrezzature bloccata dalla magistratura, sia alla nostra Martina Miliani in occasione del Forum sulla Sanità a Palermo); tralasciando il fatto che l’assessore Russo non ci sembra si sia lamentato più di tanto, né scrisse all’Ordine, quando le nostre testate “S” e “I Love Sicilia” gli dedicarono altre copertine relative sia al suo operato che al suo privato (novembre 2009 e ottobre 2010) ; tralasciando il fatto che più volte, e anche alla vigilia della pubblicazione del dossier, la signorina Di Peri ha contattato l’ufficio stampa dell’assessorato per chiedere un’intervista a Russo, richiesta puntualmente ignorata; tralasciando il fatto che il sottoscritto appena il 30 settembre scorso in un editoriale dal titolo “Assessore, resti al suo posto” pubblicato su Livesicilia, ha difeso l’operato di Russo all’indomani dell’approvazione della mozione di censura nei suoi confronti. Tralasciando tutto ciò e lasciando ampia facoltà di giudizio all’Ordine dei giornalisti, è l’ultimo punto della lettera dell’assessore che vale la pena di sottolineare per capire le sue reali intenzioni: “Chiedo infine – scrive Russo – di verificare se risponde a verità che Miriam Di Peri, autrice di alcuni articoli di questo dossier non sia iscritta all’Albo dei giornalisti, nè nell’elenco dei professionisti nè in quello dei pubblicisti. E se ciò fosse vero, se non si configura un evidente esercizio abusivo della professione”. Eccolo il colpo di scena.

Russo non dà mandato ai suoi legali per querelarci, non può contestare nemmeno una virgola del nostro dossier, non può smentire, né imporre rettifiche. Potendosela prendere soltanto con se stesso e col suo modo di amministrare decide di puntare alla testa di chi scrive contro, di chi non si adegua all’”azione riformatrice” del suo assessorato. E con chi se la prende? Con l’anello più debole della catena, con la giornalista che ha firmato il dossier. Sbagliando clamorosamente sia obiettivo che persona.

Vede, caro assessore Russo, forse lei non sa che l’accesso alla professione giornalistica è regolato proprio dall’Ordine. Per diventare pubblicista, primo passo per ottenere l’agognato tesserino di giornalista, è necessario che un giornale, una tv, una testata regolarmente registrata, ospitino un certo numero di articoli nell’arco di un biennio. Non solo. Questi articoli devono essere regolarmente retribuiti. Di più: il direttore responsabile del giornale deve vistarli uno per uno e accertarne la veridicità. Tutte condizioni che la nostra brava Miriam Di Peri ha rispettato in pieno. Le dirò di più, assessore Russo: proprio in questi giorni, a distanza proprio di due anni dall’inizio della sua collaborazione, la signorina Di Peri ha presentato tutta la documentazione comprovante la sua collaborazione all’Ordine, ultimo passo per affrontare il test d’ingresso per diventare pubblicista. Bastava chiedere e le sarebbe stata data risposta.

Lasci stare i nostri cronisti, assessore. Abbia più rispetto per una redazione fatta da giornalisti che da anni mettono il loro nome e cognome per denunciare la mafia e il malaffare in Sicilia esponendosi in prima persona. Oggi sappiamo che dobbiamo difenderci da un altro potere. Che mal sopporta chi non si adegua. Abbiamo scritto di tutto e su tutti, senza guardare in faccia a nessuno. Non sarà una letterina vergata con l’inchiostro del potere a farci cambiare linea.

LEGGI SU LIVESICILIA.IT