PRESO IL BOSS LATITANTE GIOVANNI ARENA

Alcuni media poco informati inquadrano il boss Giovanni Arena nel clan Santapaola…

Nella fortezza del boss

di Antonio Condorelli
26 ott Una fortezza a Librino, periferia di Catania divenuta cuore pulsante dello spaccio e del traffico d’armi. Dietro l’arresto del latitante Giovanni Arena ci sono anni e anni d’indagine coordinati dal capo della squadra mobile Giovanni Signer, che ha ascoltato, col fiuto dell’abile investigatore, ore e ore di intercettazioni con “un numero di attività tecniche spaventoso”. […] LEGGI SU LIVESICILIA

COMUNE LATITANTE

Il caso Salafia, la denuncia del legale

Laura: “Il Comune non è
parte civile al processo”

di Antonio Condorelli
25 ott Il Comune di Catania ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo contro Andrea Rizzotti, l’uomo che, sparando in pieno centro, ha condannato la studentessa Laura Salafia alla paralisi. Lo rivela a Livesicilia l’avvocato Carmelo Peluso, legale di fiducia della giovane Salafia, che pochi giorni addietro ha lanciato un appello alla solidarietà per aiutare […] LEGGI SU LIVESICILIA

MODICA INTERVIENE LA STAMPA LIBERA

I colleghi del CLANDESTINO rompono il silenzio dei media di Ragusa sui verbali del sistema MODICA BENE

Rivelazioni shock sul mensile S. Arrabito: “ La cassaforte di Drago era l’imprenditore Zaccaria”

22 ottobre 2011   il clandestino   No comments

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“Io ne parlai con Drago – si legge nel verbale delle dichiarazioni – e concordammo con lui di chiedergli del denaro in prestito. In varie soluzioni Zaccaria prestò a me e a Drago circa 160 milioni di lire. Io rilasciavo a Zaccaria degli assegni in garanzia, con il patto che detti assegni non sarebbero mai stati presentati in banca”.  Questo è un estratto dell’articolo comparso oggi sul mensile S a firma di Antonio Condorelli. Il giornalista catanese pubblica…LEGGI SUL CALDESTINO CON PERMESSO DI SOGGIORNO

NUOVO MENSILE “S”

“S” in edicola, il sistema di finanziamenti ai politici catanesi



10:59 | In Città | Chiesti 5 anni per il consigliere Vincenzo Castelli, presidente Commissione Finanze del comune di Catania.
Dal 22 ottobre in tutte le edicole. Il sistema di finanziamenti ai politici catanesi dell’ex presidente dell’Ance Pietro Di Vincenzo con nomi e cognomi di numerosi…

 

udienza fissata per l’8 maggio

Villa abusiva, rinviata a giudizio
la moglie di Raffaele Lombardo

di Antonio Condorelli
14 ott La sanatoria regionale non è arrivata in tempo. La moglie del presidente della Regione è stata rinviata a giudizio per gli abusi edilizi della villa di Ispica. Una villa fronte mare in una zona incantata dove appena 70 metri separano acqua da cemento, pietre e una grande tettoia sotto sequestro. Sarebbe tutto abusivo, il tentativo […] CONTINUA A LEGGERE SU LIVESICILIA
ECCO IL VIDEO DELLA SCOPERTA

APPALTI IN CASA FINOCCHIARO -INCHIESTA DI PANORAMA

Anna Finocchiaro con il marito Melchiorre Fidelbo (Augusto Casasoli A3/Contrasto)Anna Finocchiaro con il marito Melchiorre Fidelbo (Augusto Casasoli A3/Contrasto)

Sacrosantamente impegnati ad analizzare velinismo, frondismo e montezemolismo, i giornali italiani hanno tralasciato questa notizia: la Procura di Catania ha indagato per abuso d’ufficio Melchiorre Fidelbo, marito di Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd. Ginecologo fattosi imprenditore di software medici, l’uomo sarebbe stato «istigatore o determinatore» di un contratto da quasi 1,7 milioni assegnato dall’Asp di Catania alla Solsamb: società di cui Fidelbo detiene il 19 per cento. Sarebbe servito un appalto. Invece il ginecologo avrebbe fatto da sé: «Predisponendo l’atto di convenzione», scrivono i magistrati, con Giuseppe Calaciura, pure lui indagato, ex direttore generale dell’azienda sanitaria. E uomo di fiducia del governatore siciliano Raffaele Lombardo, alleato del Pd.
Traduciamo dal giudiziariese: il consorte della più intransigente, spietata e potente donna della sinistra italiana avrebbe illecitamente brigato per ottenere una commessa pubblica. Nessuno ha ritenuto la cosa degna d’interesse giornalistico. Un auspicabile garantismo: mai però applicato a politici di diversa fazione, anche quando coinvolti in bagatelle comuni. E purtroppo l’indagine su Fidelbo una quisquilia non è. Se non altro perché si tratta di danari pubblici, e pure tanti.
Quasi 1,7 milioni di euro, che l’asp doveva pagare alla Solsamb per informatizzare il Presidio territoriale di assistenza di Giarre. Il 30 luglio 2010 Calaciura sigla la convenzione con la società. A settembre il Pd sigla il «pactum sceleris» con Lombardo, per sostenere la sua giunta. A novembre viene inaugurato l’«ospedalino». Accorrono l’assessore alla Sanità siciliano, il magistrato Massimo Russo, e l’ex ministro della Sanità nel governo Prodi, Livia Turco. Presenti, ovviamente, anche Calaciura e Fidelbo. A fianco del ginecologo e sviluppatore di software, sorride in trench violetto la solitamente implacabile moglie. Le tv locali riprendono un focolaio di contestazione: «Anna Finocchiaro, vergogna!» grida un ragazzotto alzando un cartellone. Lei si avvicina arcigna: «Vergogna di che?».
Le immagini fanno scoppiare il bubbone. Antonio Condorelli, ex direttore del periodico catanese Sudpress, pubblica il video. Finocchiaro minaccia querele. Russo manda gli ispettori della regione, che concludono: l’affare avrebbe violato il codice degli appalti. L’incarico è revocato….CONTINUA A LEGGERE SU PANORAMA