RAFFAELE LOMBARDO UOMO DEL FARE

«Quando ho fatto riferimento a Catania tacevo riferimento solo a politici». Francesco Campanella, quando nel 2008 fa il nome di Raffaele Lombardo, è collaboratore di giustizia e ha già patteggiato un 416bis (associazione mafiosa). Per Campanella è il frutto di un passato in cui l’ascesa politica è stata proporzionale a quella mafiosa fino al punto di collaborare, attraverso il clan dei Mandalà, alla gestione della latitanza di Bernardo Provenzano, lo "Zu Binnu". Divenuto…
 

CATANIA CONNECTION

IL LIVELLO ISTITUZIONALE CATANESE nell’inchiesta Catania Connection di Lirio Abate e Gianfranco Turano pubblicata su l’Espresso ed un video allegato da vedere.
Gli interpreti non attori del filmato sono: gli studenti che protestano; Francesco Bellavista Caltagirone; il pocuratore generale di Catania Giovanni Tinebra; l’editore Mario Ciancio…e molti altri
 

DOPO REPORT A PALERMO NUOVO FASCICOLO SU MAFIA E APPALTI

LA REPUBBLICA PALERMO
Grandi appalti, indagine della Procura Nel mirino tram e passante ferroviario
L’inchiesta dei magistrati palermitani, che punta a verificare gare e procedure, prende spunto dai servizi di "Report"
di SALVO PALAZZOLO 
 
Il fascicolo è di quelli classificati come "atti relativi": al momento, dunque, senza un’ipotesi di reato ben precisa. Ma la Procura di Palermo ha deciso comunque di avviare degli accertamenti sull’aggiudicazione dei grandi appalti di Palermo, soprattutto quelli che riguardano il piano del trasporto pubblico varato dal Comune: tram e passante ferroviario. Lo spunto è arrivato da una delle ultime puntate di Report, la trasmissione di Rai Tre, che il 14 marzo scorso ha parlato del comitato tecnico scientifico del Comune per le grandi opere: il consigliere del Pd Maurizio Pellegrino ipotizzava che alcuni componenti avessero intascato gettoni da 20 mila euro a seduta senza avervi mai partecipato. Report tracciava anche un profilo dell’ingegnere Antonino Bevilacqua, il progettista o direttore dei lavori di molte grandi opere in Sicilia. "Non sono il progettista di fiducia di Gianfranco Micciché", ha replicato Bevilacqua durante un’intervista andata in onda nella stessa trasmissione.
Nell’inchiesta della Procura sono finiti anche alcuni esposti che negli ultimi mesi sono stati inviati al palazzo di giustizia da gruppi e associazioni ambientaliste. Tutti spunti che i magistrati ritengono interessanti. Ma al momento l’indagine sembra davvero alle battute iniziali. A coordinare l’inchiesta sono il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che si occupa dei reati nella pubblica amministrazione, e il sostituto Gaetano Paci, uno degli "anziani" della direzione distrettuale antimafia.
Già tre anni fa, il pool di magistrati che si occupava delle indagini su Lo Piccolo (anche Paci faceva parte del gruppo) aveva trovato la prova di infiltrazioni mafiose nell’appalto per il passante ferroviario: in una lettera sequestrata nel covo di Bernardo Provenzano, a Corleone, Salvatore Lo Piccolo cercava di stabilire una strategia comune con il vertice di Cosa nostra per la spartizione dei cantieri, attraverso società e subappalti di comodo. Più di recente, la Prefettura ha inviato delle note riservate al Comune su una decina di ditte che avrebbero gestito lo smaltimento dei rifiuti, il movimento terra e l’approvvigionamento di cemento per i cantieri del tram. Il Comune e l’Amat (che è la stazione appaltante) hanno escluso subito i sospetti.
Sull’esecuzione dei cantieri è in corso un’altra indagine. Adesso, la Procura vuole vedere chiaro sui procedimenti che hanno portato all’aggiudicazione delle opere milionarie. Per questa ragione, presto, verranno acquisiti documenti e scatteranno delle audizioni. L’appalto per il sistema tranviario ammonta a 235 milioni di euro: nel 2007 è stato inaugurato il primo cantiere, nel rione Roccella. L’appalto per il passante ferroviario è invece di 623 milioni di euro. Da anni, a Palermo, non c’erano opere così grosse. Da anni, alla Procura di Palermo, non c’era un fascicolo con l’intestazione "Grandi appalti".

LOMBARDO E CUFFARO UNITI NELLA LOTTA

Concorso esterno con Cosa Nostra, boss mafiosi trasformati in abili galoppini elettorali, corrieri espressi del malaffare politico, cimici, fotografie, filmati  ed un dossier di almeno 3mila pagine. Raffaele Lombardo, presidente della Regione, rischia di diventare erede del suo predecessore Totò Cuffaro, in tutti i sensi. Per la poltrona di palazzo D’Orleans conquistata grazie ad un plebiscito bulgaro, e poi per l’indagine su concorso esterno in associazione mafiosa seguita dagli investigatori catanesi. Sono solo ipotesi al vaglio della magistratura, «spazzatura su me e sulla mia famiglia» replica il governatore. Ma per un momento, mentre la pasqua  è alle porte, tra colombe, coppole e cannoli, in questa bedda Sicilia il tintinnio delle manette diventa più forte dei rintocchi delle campane. Sono tutti devotissimi da queste parti. E muti. I siciliani non si incazzano più da un pezzo, le notizie…
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In questo numero:
Antonio Condorelli: 
Lombardo e Cuffaro uniti nella lotta
Inchiesta: Portaerei Sicilia – L’isola gioca un ruolo strategico nei conflitti stellari del XXI secolo. Ai siciliani toccano scorie, onde elettromagnetiche e inquinamento ambientale.
Antonio Mazzeo: Isola armata
Renato Camarda: Niscemi, È mobilitazione contro il MUOS
Salvo Perna: Augusta, Un cocktail esplosivo
R. C.: Lentini, Processare gli USA? Why Not
Antonello Mangano: Il fronte africano:
Marco Benanti: A Sigonella operai senza paracadute
 
In cronaca: Andrea Cottone, a Palermo Scandalo nei salotti buoni
A. Cottone: ATO addio
Manuela Modica: A Messina un inverno d’inferno
Giacomo di Girolamo: Da Quarto a Trapani (ma Garibaldi non era sbarcato a Marsala?)
Laura Galesi: Quello delle pipe, Antonelli se na va in Svizzera
Cultura:
Laura Silvia Battaglia: Il Codice Parmaliana
Gianluca Vittorio: Un futuro possibile ed ecocompatibile